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La sottile differenza tra libro e film

Al giorno d'oggi tanti libri di successo vengono adattati in versione cinematografica. Può quindi capitare di vedere il film e poi leggere il libro da cui è stato tratto oppure il contrario. A me personalmente capitano spesso entrambe le cose. Credo che il ripetersi della situazione faccia riflettere sulla differenza che c'è tra il leggere e il vedere la rappresentazione di una storia.


Nella lettura ho sempre apprezzato la possibilità di avere un racconto molto più dettagliato. Sotto un certo punto di vista, questo rende la storia più vera. Posso leggere di storie laterali che spesso nel film non c'è tempo di rappresentare. Un altro grande vantaggio è il poter selezionare la velocità con cui far scorrere la storia o alcune sue parti. Ci si può soffermare su alcune parti e scorrere più velocemente altre; in un film, il ritmo della storia è deciso dal regista e se ci distrae in alcuni momenti si possono perdere parti essenziali della storia.

Credo però che la principale differenza sia la rappresentazione visuale della storia. Nella lettura del libro, le parole formano delle immagini nella nostra mente che sono molto personali e spesso sfumate sui particolari. Persone che tendono normalmente ad osservare i particolari di vestiti o volti, immagineranno queste cose con un livello di dettaglio maggiore rispetto a persone che tendenzialmente non notano questi dettagli. Altre persone avranno immaginato in modo più vivido gli ambienti descritti. Anche i dialoghi subiscono modifiche: pause, ritmo e intonazione portano a diverse sfumature della frase a seconda di chi legge. La storia immaginata dall'autore diventa quindi qualcosa di diverso, un intermedio plasmato e rielaborato secondo la visione personale del lettore.

D'altra parte la versione cinematografica rende la storia più facilmente fruibile a tutti, anche coloro che non amano la lettura. La rappresentazione visiva aiuta a contestualizzare la storia e offre in ogni inquadratura una ricchezza di dettagli che non è possibile raggiungere nella lettura (salvo forse leggendo libri come quelli di Salgari, le cui esaustive descrizioni pitturano in modo vivo l'ambiente del romanzo, risultando però pesantine). Ci si deve però accontentare di una visione della storia fissa, statica. Il personaggio si identifica con l'attore che lo interpreta e l'ambientazione è quella rappresentata. Si pone un limite alla fantasia di chi guarda la storia.

Chi sarebbe in grado ormai di separare Katniss Everdeen da Jennifer Lawrence?

Leggendo prima il libro e poi guardando la versione cinematografica spesso si perde la propria visione iniziale di alcuni personaggi o di alcuni particolari che si erano immaginati diversi. Ad esempio ricordo quando mi fossi sorpresa della rappresentazioni delle scale in movimento di Hogwarts: non avrei saputo spiegare come le avessi immaginate ma non erano cosi.

A mio avviso la fruizione di una storia tramite film risulta più passiva mentre nella lettura si attiva un processo creativo che richiede una partecipazione attiva del lettore alla ricostruzione della storia. E' sicuramente un buon allenamento mentale ed un motivo per incitare grandi e piccini alla lettura.

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