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Riflessioni su Lizzie Velasquez e l'autodefinizione di noi stessi.

Cosa ci definisce? Cosa mi definisce? Ecco cosa mi sono chiesta dopo aver visto il video di Lizzie Velasquez, una donna che ha una malattia rarissima per cui non può ingrassare. Lei ha rifiutato di farsi definire dalla sua malattia e da cosa gli altri pensavano di lei.



Quindi cosa mi definisce? La mia risposta è io, nella mia unicità mi definisco. Gli altri non possono definire ciò che sono e dirmi cosa devo fare. Io mi definisco donna. Né donne né uomini possono dirmi cosa fare e cosa non fare. Per questo non esiste una sola definizione di donna, ma tante quante sono quelli che si definiscono donna. E per lo stesso motivo non esiste una sola definizione di femminismo, che è il raggiungimento della parità di genere, e non esiste un solo modo per portare avanti questa battaglia, perchè ogni donna ha esigenze diverse.

Ma ciò che ci definisce non è solo il nostro io. E' sopratutto quello che facciamo, gli obbiettivi che ci poniamo e come li portiamo a termine. E' quello che Lizzie dice alla fine del video, parlando degli obbiettivi che ha raggiunto: una famiglia, il lavoro che le piace, imparare una lingua. Questi obbiettivi la definiscono, insieme al percorso che ha fatto per raggiungerli.

Allo stesso modo i nostri obbiettivi definiscono noi perchè riflettono ciò che noi siamo, le nostre passioni e le cose a cui diamo priorità. E nessun altro può stabilirli al posto nostro perchè nessuno può definirci.

Quindi quando qualcuno ti dice che non puoi fare qualcosa perchè non è adatto ad una donna o devi farlo da donna, sta cercando di definirti, limitando il tuo io. Questo è profondamente sbagliato, in tutti i campi: abbigliamento, trucco, genere di lavoro, sport.

L'abbigliamento è un modo di espressione del proprio io: qualsiasi limitazione è inaccettabile.
Il trucco è un espressione del proprio io: ognuno si sente bene a suo modo, con o senza.
Il lavoro è espressione del proprio io: le donne devono avere pari accesso a qualsiasi genere di lavoro.
Lo sport è espressione del proprio io: non esistono sport da donne e sport da uomini. 

Poichè non è giusto accettare delle imposizioni su noi stessi, altrettanto ingiusto è imporne agli altri. Il primo passo per eliminare le disuguaglianze di genere è non cadere per primi nella trappola e cercare di definire l'io altrui, limitandolo.

Seguiamo quindi un vecchio consiglio, valido al di là di qualcunque appartenenza religiosa:
Non fate agli altri ciò che non vorreste fosse fatto a voi

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