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Scegliere un gatto

Prima di adottare un gatto bisogna per prima cosa pensare alla responsabilità che ci si assume e a cosa comporterà nella nostra vita. Innanzitutto si tratta di una responsabilità a lungo termine perché un cucciolo ha un’aspettativa di vita media di 15 anni. Occorre pensare al tempo, ai soldi e alla pazienza che si dovrà dedicare all’animale. Anche la propria casa dovrà subire delle modifiche per adattarsi al nuovo inquilino peloso.

In secondo luogo bisogna pensare al gatto più adatto ad adattarsi alle nostre esigenze. Un cucciolo richiede delle attenzioni maggiori per i primi 12-18 mesi di vita, nonché delle frequenti visite veterinarie. Un gatto adulto sarà più semplice da gestire e potreste adottarne uno già sterilizzato e vaccinato. Spesso si fa l’errore di pensare che un gatto adulto abbia cattive abitudini che non possono essere corrette e che quindi sia più “sicuro e semplice” prendere un cucciolo. In realtà il cucciolo ci farà disperare per la sua iperattività nei primi mesi di vita e le cattive abitudini potrebbe assumerle lo stesso, per colpa di qualche mancanza nella sua educazione, in particolare se è il nostro primo gatto. Un gatto adulto ha il vantaggio di avere un carattere già formato e, se adottato da un gattile, le eventuali cattive abitudine potrebbero essere già state corrette dalle volontarie prima di essere stato giudicato idoneo per l’adozione.

Se scegliamo un gatto da una cucciolata o in un gattile, cerchiamo l’esemplare con il carattere che meglio si adatterà al nostro stile di vita. Un cucciolo estroverso e molto attivo è perfetto per una famiglia numerosa, in cui troverà sempre qualcuno disposto a dedicargli il suo tempo. Immaginate invece come possa adattarsi con più difficoltà a un single che sta fuori un bel pò di ore al giorno per lavoro. In quest’ultimo caso meglio un gatto adulto o un cucciolo di indole più tranquilla. Nel caso di gatti adulti i volontari potranno indicarvi anche eventuali compatibilità caratteriali con altri gatti o cani.

Anche l’occhio però vuole la sua parte e la scelta potrebbe essere influenzata anche dall’aspetto del gatto. In questo caso ricordo tre cose:
- i gatti neri hanno maggiori probabilità di essere aggrediti da esseri umani (non proprio umani in realtà) se tenuti all’aperto.
- i gatti bianchi hanno una maggiore incidenza di sordità e cecità; entrambi i problemi interferiscono in misura minore se il gatto verrà tenuto esclusivamente in casa.
- i gatti arancioni (non color miele ma arancio, rosso acceso stile Garfield) sono spesso di carattere forte e riconoscono meno l’autorità dei padroni, per quanto esistano molte eccezioni. In questo caso meglio non sceglierli se si è alle prese con il primo gatto, saranno più difficili da domare.

Infine l’ultima scelta rimasta è tra un gatto femmina o un maschio. La sterilizzazione elimina molti comportamenti fastidiosi tipici di ciascun sesso quali calore per le femmine e marcatura con urina del maschio. Da tenere in conto è che nel maschio sterilizzato è maggiore il rischio di calcoli renali. Pare pure che i gatti maschi vocalizzino di più rispetto alle gatte. Sostanzialmente non credo ci siano molte differenze di genere e ci sono sia gatte molto indipendenti che maschi super-coccoloni.

Concludendo, oltre alla decisione razionale, verremo guidati nella scelta del nostro compagno felino anche dall’istinto e dal legame che si formerà a prima vista.

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